Credo sia stata una delle prime categorie ad apparire in questo blog, sebbene non abbia continuato a scrivere troppo sul tema, sebbene, nella mia attuale desolazione d’interessi, mi risulta essere ancora caro.

A tale proposito, sorridendo segnalo incidentalmente questa battutaccia e ne approfitto per spiegare. Non sono e non voglio essere anticlericale. Tale parola, in termini assiologici, è inevitabilmente negativa. La mia formazione è assolutamente laica e credo che faccia parte del laicismo l’estraneità ad ogni pensiero puramente anticlericale, non fosse altro per il fatto che la stessa componente laica include al suo interno persone che possono essere cattolici credenti e frequentanti.

Non nego tuttavia di seguire blog/newsgroup dichiaratamente anticlericali (Blog anticlericale, Porco senz’ali, it.fan.marco-ditri) e non faccio nemmeno fatica a trovarmi d’accordo su singoli episodi, ma, come detto, non ne condivido l’impostazione di fondo.

Non ritengo tuttavia anticlericale indignarsi però per i ripetuti insistenti interventi cardinalizi sulla vita politica e sociale e soprattuto per i numerosi ossequi teocon della politica. Questo vorrebbe essere clergyman.